Bonus facciate 2020

Molte sono state le innovazioni proposte dopo il Covid-19 a favore della ristrutturazione edilizia. Un’altra grande proposta arriva con il bonus facciate 2020, agevolazione che verrà riconosciuta ai contribuenti che effettueranno nel 2020 determinati interventi per il decoro architettonico.

In aggiunta alle altre agevolazioni in vigore, il bonus facciate 2020 consiste nella detrazione del 90% degli importi sostenuti per il rifacimento delle facciate esterne degli edifici, senza limiti massimi di spesa. Le opere devono essere sostenute nel corso dell’anno per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata.

Si intendono compresi anche quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, degli edifici ubicati in specifiche zone A o B di cui al D.M. 1444/1968.

Bonus facciate 2020, può essere utilizzato anche per il rinnovo dei balconi, ma non dei terrazzi.

Se le opere di ristrutturazione includono l’intonaco con una superficie di almeno il 10%, sarà obbligatorio rispettare i requisiti di efficienza energetica. A questo punto ai contribuenti converrà optare per l’Ecobonus.

Possono usufruire del bonus facciate 2020 i beneficiari che sono regolari possessori dell’immobile oggetto dell’intervento al momento dell’avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese.

Per maggiori informazioni contatta Edilsimone

Dettagli Agenzia delle Entrate

Superbonus 110% – ristrutturare casa, la guida dell’Agenzia delle Entrate

edilsimone srl è un'impresa edile e di ristrutturazione interni ed esterni che opera a Roma e

E’ online la nuova dell’Agenzia delle Entrate. Pubblicata il 24 luglio 2020, viene riportata una prima illustrazione informativa delle principali novità in materia di detrazioni introdotte dal Decreto Rilancio, divenuto legge lo scorso 17 luglio. Riportando le principali indicazioni relative al superbonus 110%, viene illustrata anche la possibilità di come cedere la detrazione o richiedere al fornitore uno sconto immediato (con la possibilità per quest’ultimo di cederlo ulteriormente).

Inoltre, all’interno della guida fiscale (che potete visionare per intero qui) vengono riportati 7 casi pratici in cui viene spiegato se spetta o meno il bonus del 110%. Vediamoli insieme.

7 casi in cui poter richiedere il superbonus 110%

1: caldaia abbinata a cappotto termico in condominio

2: efficientamento energetico e ristrutturazione di una villetta autonoma

3: appartamento in condominio e ristrutturazione seconde case

4: riqualificazione energetica in villetta

5: sostituzione caldaia e finestre

6: impianto di produzione di acqua sanitaria per il condominio

7: sostituzione infissi in zona sottoposta a vincoli paesaggistici

Caso 1: caldaia abbinata a cappotto termico in condominio

Il richiedente mettiamo il caso che abita in un appartamento interno ad un condominio che non dispone di un sistema centralizzato di riscaldamento. Ipotizziamo che si stanno effettuando degli interventi interventi di efficientamento energetico (ad esempio cappotto termico) che beneficiano del superbonus 110%, permettendo il miglioramento delle due classi energetiche. L’ intervento di ristrutturazione riguarderà la sostituzione di  caldaiainfissi e ristrutturazione i servizi igienici. La situazione che si verrà a creare è la seguente:

  • per la sostituzione della caldaia e delle finestre comprensive degli infissi potrà beneficiare del superbonus 110% della spesa sostenuta. NB: per permettere la detrazione, la caldaia e le finestre devono possedere i requisiti richiesti ai sensi dell’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013.

Pertanto, a fronte di una spesa di €8.000, otterrà una detrazione di €8.800 (110%), da utilizzare in 5 anni in quote annuali da €1.760.

  • se si interviene sui servizi igienici sostituendo non solo pavimenti e sanitari ma anche con il rifacimento degli impianti, l’intervento nel suo complesso, rientra nella manutenzione straordinaria e, pertanto, le relative spese danno diritto alla detrazione in misura pari al 50% delle spese sostenute, fino al limite massimo di €96.000 complessive (detrazione massima €48.000), da ripartire in 10 anni. Pertanto, a fronte di una spesa complessiva di €20.000 avrà diritto ad una detrazione pari a €10.000 (50%), con quote annuali di €1.000.

Caso 2: efficientamento energetico e ristrutturazione di una villetta autonoma

Il contribuente abita in una villetta singola e per il miglioramente delle due classi energetiche, da G a E, decide di effettuare la ristrutturazione e l’efficientamento energetico della propria abitazione. 

Gli interventi di ristrutturazione che prevede sono:

  • sostituzione della caldaia, degli infissi e rifacimento del cappotto termico, nel rispetto dei requisiti richiesti del Decreto Rilancio. Pertanto, potrà beneficiare del superbonus 110%. A fronte di spese pari a €25.000 (cappotto termico) e €10.000 (caldaia e infissi), beneficerà di una detrazione pari al 110% di €38.500 (110%), da ripartire in 5 quote annuali da €7.700;
  • ristrutturazione della villetta: interventi edilizi sui pavimenti, impiantistica e bagni. Se tali interventi possiedono i requisiti richiesti, il richiedente potrà beneficiare di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute, fino al limite massimo di €96.000 complessive (detrazione massima €48.000), ripartita in 10 anni. Per cui a fronte di spese pari a €55.000 avrà diritto ad una detrazione pari al 50% delle spese sostenute (€27.500) da ripartire in 10 quote annuali di pari importo (€2.750).

Caso 3: appartamento in condominio e ristrutturazione seconde case

Mettiamo il caso che il contribuente sia proprietario, oltre che di un appartamento in condominio in città, anche di altre unità immobiliari. Questi immobili risultno essere una villetta a schiera di proprietà al mare e una in montagna e vuole procedere ad effettuare alcuni lavori di ristrutturazione, usufruendo del superbonus 110%. In tale situazione egli potrà fruire del superbonus 110% per le spese sostenute per interventi:

  • di riqualificazione energetica realizzati su massimo due delle suddette unità immobiliari, in città (se l’intervento è effettuato congiuntamente ad un intervento sulle parti comuni), al mare e in montagna. Per gli interventi realizzati sulla terza unità immobiliare potrà, eventualmente fruire dell’ecobonus, secondo le regole “ordinarie”;
  • di riqualificazione energetica ammessi dalla normativa realizzati sulle parti comuni dell’edificio condominiale, antisismici realizzati su tutte le unità abitative, purché esse siano situate nelle zone sismiche 1,2 e 3.

Caso 4: riqualificazione energetica in villetta

Il contribuente abita in qualità di inquilino in una villetta a schiera, indipendente e con accesso autonomo. Vuole effettuare interventi di riqualificazione energetica agevolati dalla norma.

In una situazione come questa, il contribuente potrà fruire del superbonus 110% se effettua gli interventi trainanti e trainati sulla sua unità immobiliare. Con tali interventi dovrà raggiungere i requisiti energetici richiesti certificati dall’attestato di prestazione energetica relativa alla stessa unità.

Caso 5: sostituzione caldaia e finestre

Il contribuente che vive in una casa unifamiliare, vuole cambiare la sua vecchia caldaia con un modello a condensazione di classe energetica A, e sostituire i vecchi infissi.

L’Agenzia delle Entrate a questo dubbio ormai diffuso risponde che il contribuente, e tutti quelli che si trovano in una situazione simile, potranno beneficiare del superbonus 110% per tutti e due gli interventi sopra descritti. Il fattore a cui non si potrà prescindere è che con gli interventi si consegua un salto di due classi energetiche, certificato da un tecnico mediante APE.

Caso 6: impianto di produzione di acqua sanitaria per il condominio

Un condominio vuole realizzare un impianto centralizzato funzionale dedicato alla produzione di acqua calda sanitaria per più utenze. Per avere diritto al superbonus 110%, sarà necessario implementare l’impianto centralizzato di produzione di acqua calda sanitaria di un generatore di calore autonomo e separato da quello che serve per la climatizzazione invernale, salvo impedimenti di natura tecnica o nel caso che si dimostri che l’adozione di un solo generatore produca un beneficio energetico.

Caso 7: sostituzione infissi in zona sottoposta a vincoli paesaggistici

Il contribuente, che vive in un’unità immobiliare in un edificio ubicato in un’area sottoposta ai vincoli paesaggistici e culturali, vuole sostituire i serramenti. Vista l’ubicazione della casa, potrà fruire del superbonus 110% per le spese sostenute per la sostituzione dei serramenti, anche se questo non viene abbinato ad un intervento trainante (cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) sulle pareti del condominio, purché la sostituzione dei serramenti determini il passaggio di due classi energetiche o, se non possibile, il raggiungimento della classe energetica più alta.

Superbonus 110%, ulteriori interventi eseguiti congiuntamente ad almeno 1 caso principale

Il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per “ulteriori” interventi. Questi devono essere eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico.

Da ricordare che, come indicato nel comma 2 del Decreto Rilancio, sono ammesse anche detrazioni diverse dal superbonus 110% per le quali è prevista l’opzione tra sconto e cessione del credito.

Si tratta di:
– ristrutturazioni | detrazione 50% in dieci anni;
– efficientamento energetico | detrazioni 50, 65, 75, 80, 85 % in 10 anni;
– bonus facciate | detrazione 90% in 10 anni;
– consolidamento antisismico | detrazioni 50, 70,75, 80, 85 % in 5 o 10 anni;
– installazione di pannelli fotovoltaici | detrazione 50% in 10 anni;
– colonnine di ricarica | detrazione 50% in 10 anni.

Spese e detrazioni

I singoli lavori di efficientamento energetico ammessi al superbonus 110%, se effettuati insieme al cappotto o alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento, sono:
– sostituzione serramenti e infissi;
– sostituzione caldaie a gas con:

1) caldaie a condensazione di classe A;
2) caldaie a biomassa;

– installazione schermature solari;
– sostituzione globale o parziale impianti di riscaldamento con impianti dotati di:

1) caldaie a condensazione di classe A con contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;
2) pompe di calore ad alta efficienza;
3) impianti geotermici a bassa entalpia;

– sostituzione boiler elettrici con boiler a pompa di calore;
– installazione pannelli solari per la produzione di acqua calda;
– micro-cogeneratori;
– building automation.

Come combattere l’umidità: tutti i consigli

Come combattere l'umidità: tutti i consigli. Chiedi a Edilsimone srl, impresa edile e ristrutturazioni interni ed esterni a Roma, Ostia

L’accumulo di umidità in casa è un problema che può essere causato dai materiali usati durante la costruzione, dal clima e dalla mancanza di ventilazione nelle camere. Come combattere l’umidità: tutti i consigli, contattaci per un sopralluogo GRATUITO!

Si tratta di un inconveniente scomodo e rischioso per la salute, poiché facilita lo sviluppo di muffa. Inoltre, crea le condizioni perfette per la proliferazione degli acari, della polvere e dei cattivi odori.

Alcune delle conseguenze sono le spiacevoli macchie sulle pareti e negli angoli. A lungo termine, il nostro organismo sviluppa allergie e difficoltà del sistema respiratorio.

Le principali cause dell’umidità
si possono distinguere tre cause che portano all’umidità nei muri:

Umidità nelle pareti: l’infiltrazione: ad esempio dovuta alla non integrità della copertura dell’edificio;

La capillarità: l’acqua può risalire per capillarità all’interno dei muri dell’edificio, se non adeguatamente protetti, soprattutto nelle zone basamentali;

La condensazione: dovuta alla presenza di superfici fredde all’interno dell’edificio o all’interno di strati isolanti permeabili al vapore posti nelle pareti esterne.

Come eliminare l’umidità in una ristrutturazione

Per decidere opportunamente quali lavori fare in caso di ristrutturazione è opportuno farsi consigliare da un tecnico specializzato. Le soluzioni variano a seconda dell’entità d’intervento che si vuole effettuare.

Come combattere l’umidità: tutti i consigli

Per prima cosa è necessario eliminare le eventuali muffe e macchie nere già presenti in casa. Successivamente è necessario intervenire con una tecnologia che possa prevenirne il ritorno del problema.

Inoltre, è importante assicurarsi costantemente che i muri esterni, le fondamenta, i sottotetti ecc siano isolati e ben ventilati. Bisogna cercare di mantenere all’interno dell’abitazione un’umidità inferiore al 50%.

Ristrutturazione interni con Edilsimone: qual’è il periodo migliore?

ristrutturazione interni con edilsimone scegliere il periodo migliore è importante per la miglior riuscita del lavoro


La bella stagione sembra arrivata, le giornate sono più lunghe e torna la voglia di stare all’aperto, di godersi il giardino e… di sistemare casa! Ristrutturazione interni: qual’è il periodo migliore? Ristrutturazione interni con Edilsimone

In questo periodo dell’anno si approfitta del bel tempo per imbiancare, aggiustare qualcosa di rotto che è sfuggito durante l’inverno, rimettere in ordine il giardino e ristrutturare la casa, l’azienda o l’ufficio.

Oltre al fattore economico, la ristrutturazione di casa è un lavoro talvolta lungo e complesso che può rendere l’abitazione invivibile per settimane.

Tuttavia, per ristrutturare solo il bagno o la cucina, il lavoro è certamente più snello e potrete godervi il cambiamento dopo solo qualche giorno di attesa.

Cosa può fare la differenza?

Certamente l’impresa edile a cui affidate la realizzazione di un progetto.

EdilSimone cerca sempre di proporre le soluzioni migliori che l’impresa edile può realizzare. Si aggiorna secondo le tendenze e le norme del settore e si avvale di tecnici specializzati, qualora ce ne sia la necessità.

Nuovi materiali e colori in evidenza fanno parte dell’aggiornamento:

il futuro è il ritorno al contatto con la natura e lo si vede anche nelle piastrelle che, seppur in gres porcellanato, riprendono le texture naturali del legno, portando una sensazione di calore in casa oltre a confort e pulizia.

Il gres, performante e resistente, è capace di mantenere la sua bellezza inalterata nel tempo. Non si riga, non si macchia né richiede manutenzione e si presta in ambienti come la cucina, il bagno e l’outdoor grazie alle sue ottime qualità meccaniche.

Anche l’ufficio o l’azienda meritano le loro attenzioni. Quindi, perché non dare un volto nuovo agli spazi di lavoro con una ristrutturazione attenta e mirata alla maggiore vivibilità?

Il colore di una parete, la disposizione degli elementi nella stanza, il pavimento…

Ristrutturazione interni con Edilsimone!

Bonus ristrutturazione edile

bonus ristrutturazione - edilsimone srl impresa edile e ristrutturazione interni ed esterni a Ostia Roma

Bonus ristrutturazione edile | EDILSIMONE SRL – Impresa edile a Roma

Per il 96% dei professionisti la proroga dei bonus casa dovrebbe essere superiore ad un anno: il 45% ne suggerisce la stabilizzazione, il 17% indica un orizzonte temporale di 5 anni mentre il 34% si accontenta di una proroga triennale.

È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Edilportale, lanciato per capire come i professionisti e le imprese del settore cambierebbero gli attuali bonus per la casa. Dei partecipanti al sondaggio, il 22% è composto da ingegneri, il 20% da architetti, il 19% da geometri, a seguire periti industriali, imprese edili, altri professionisti e artigiani.

Bonus per la casa: i possibili miglioramenti

Bonus ristrutturazione

I professionisti che hanno partecipato al sondaggio hanno evidenziato alcuni aspetti che potrebbero migliorare i bonus. Il 61% ha suggerito di rimborsare in 5 anni invece di 10 la detrazione prevista. Il 35% vorrebbe che i bonus fossero estesi a tutte le categorie catastali (oggi le detrazioni spettano prevalentemente per il residenziale). Il 32% li estenderebbe anche alle ristrutturazioni con ampliamento. Solo il 20% chiede di alzare il tetto delle detrazioni.

Con riferimento al bonus ristrutturazione, ai professionisti interpellati è stato chiesto quali interventi renderebbero detraibili, in aggiunta a quelli già previsti. Il 58% ha indicato i pavimenti interni, il 41% ha suggerito i “punti di ricarica per auto elettiche” e il 38% i sanitari per i bagni. A seguire: realizzazione di tettoie, porte interne, tinteggiature interne e rubinetteria.

In relazione alla cessione del credito (meccanismo oggi riservato solo a ecobonus e simabonus), il 71% dei professionisti lo estenderebbe anche al bonus ristrutturazione.

Per quanto riguarda l’ecobonus, la maggior parte dei professionisti (il 79%) interpellati ha suggerito di rendere detraibili i pannelli fotovoltaici installati sul tetto dell’edificio, il 60% ha indicato gli apparecchi per il risparmio idrico e il 37% la certificazione energetica senza lavori. A seguire: copertura a verde e tende da interni.

Per il nuovo bonus verde, i professionisti hanno indicato come modifica più rilevante l’introduzione di dispositivi per il risparmio idrico.

In relazione al sismabonus, la modifica più richiesta è la detraibilità della diagnosi sismica senza lavori (rilevante per il 55% dei professionisti); a seguire: estensione a tutte le tipologie di immobili, sismaprestito con tasso agevolato, extrabonus per sistemi di monitoraggio e estensione alle zone a bassa sismicità.